Di inciampi e note.
Giugno 6, 2020In IndisciplinataBy Marzia

Di inciampi e note. (Segni particolari: atterraggio)

Tallone. Metatarso. Dita.
Stacco.

Tallone. Metatarso. Dita.
Stacco.

Tallone. Metatarso. Dita.
Stacco.

Passo. Vuoto. Altro passo.

Pratico il singhiozzo, la puzzetta,
la commozione intestinale.

Tacco. Punta.
Vuoto

Tacco. Punta.
Vuoto

Pratico la balbuzie cardiaca
la gioia colicistica, l’imbarazzo addominale.

Calcagno. Mezza punta.
Op. Op.

Calcagno. Mezza punta.
Op.Op.

Sono una traccia errante.
Erro. Inciampo. Sbuccio.

Ho croste come medaglie.
Alleno coliti, reflussi, starnuti.

Passo passo, orma orma.
Errante, sbagliatrice, fallista.

Conosco buche favolose
e burroni spaventevoli.

Tallone. Metatarso.
Buca. Cratere. Squarcio.

Mi imbuco con classe io.
Con tanta convinzione
così tanto zelo,
che mi confondo con la crepa
e tutta confusa, lì sotto,
in quella gola profonda
un vagito mi fa eco. Il mio.

Ogni buca è una madre.
Ogni morte ha la sua nascita.

Erro. E di tanto in tanto muoio.
Nella morte recupero il sonno.
Sogno molto quando muoio.
Visioni epatiche, piccoli tenui voglie.

La morte è il tempo del pensiero,
il pensiero è l’antefatto della caduta.

Sono lì nel mio inciampo
tra illusioni arteriose e chimere renali
e ad un tratto un ricordo abbaglia tutto.

Tallone. Metatarso. Dita.
Oplà.

Sbuco in fretta, quasi all’improvviso.
Ho un corpo nuovo, diverso.
Segni particolari: atterraggio.
Occupazione: libera sbucatrice.
Guardo la buca. Come ho fatto a cadere lì dentro?
In una fessura così piccola?

Mi tocca. Vado.

Tallone. Metatarso. Dita.
Passo passo. Orma su orma.

Non è che una gran corsa,
facciamo che sia una danza,
sulle corde di questo nostro
antichissimo soave strumento.